Visualizzazione post con etichetta photocity edizioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta photocity edizioni. Mostra tutti i post

giovedì 27 febbraio 2014

«Pensieri minimi e massime», recensione critica a cura di Susanna Polimanti


di Emanuele Marcuccio
Pozzuoli (NA), Photocity Edizioni, 2012, pp. 47
ISBN: 978-88-6682-240-0
Genere: Saggistica/Aforismi
Prefazione, a cura di Luciano Domenighini
Postfazione, a cura di Lorenzo Spurio
Curatrice d’opera: Gioia Lomasti
Cover Designer: Francesco Arena
Prezzo: 7,60 €

Recensione a cura di Susanna Polimanti



Nella sua silloge poetica “Per una strada”, pubblicata nel 2009, Emanuele Marcuccio descrive con “Il vascello nel mare in tempesta” (Pag 25) la nostra realtà condivisa dove “la nostra vita s’inabissa” vana,  senza la guida della fede; un passaggio terreno che scorre esattamente come un “orologio che ha lancette sconnesse, ritorte” (Pag.70). In ogni sua opera, il poeta evoca la figura divina che è in ogni memoria ed anima. Sono certa che dalla stessa scintilla divina abbiano origine i suoi Pensieri Minimi e Massime, Edizioni PhotoCity del 2012, una raccolta di 88 pensieri che vanno ben oltre il cosiddetto aforisma, in cui con stile sobrio e conciso Emanuele Marcuccio indica l’importanza non del traguardo finale bensì della preziosità di ogni nostro percorso. Considerando l’etimologia della parola greca aphorismós: definizione, è riduttivo chiamare aforismi i pensieri contenuti in questa raccolta, in realtà essi nascono dalla meditazione e dalla spontaneità del poeta e si traducono in saggezza e lungimiranza,  ricchi d’intensità concettuale, di natura etica e sociale. Marcuccio si affida alla sua personale sensibilità ed esperienza di vissuto per suggerire al lettore una profonda riflessione su sentimenti e quella particolare realtà che è oltre il visibile: “Chi si ferma alle apparenze, ha gli occhi foderati dalle nebbie del pregiudizio”  (N.87). Intensa e precisa l’interpretazione del dolore e del silenzio che s’identifica nell’arte stessa della poesia. Ancora una volta ritroviamo lo scorrere del tempo, che è istante e il valore fugace degli attimi di felicità che “si perdono nella nebbia dei giorni, si perdono nel vento degli anni”  (N. 77).
Un’emozione, un ricordo, un semplice particolare osservato con lo sguardo del cuore, fanno scattare nel poeta la molla dell’ispirazione che si concretizza nel desiderio di creare, comunicare le proprie idee ma soprattutto esprimono il suo grande amore per la poesia; un’arte che diviene forza liberatrice di emozioni che altrimenti rimarrebbero intrappolate nella nostra anima. Con delicato e velato vigore la poesia rischiara l’oscurità degli animi, dà voce ai silenzi interiori, si trasforma in sondaggio all’interno della propria esperienza di vita, ogni intensa emozione trasfigura, si connette con la matrice profonda di ogni verso del poeta. Emanuele Marcuccio nei suoi Pensieri Minimi e Massime non sermoneggia semmai permette al suo cuore di esprimersi in assoluta libertà, con un distillato del meglio di sé, con garbo e rispetto ci sprona a godere delle bellezze nascoste della vita, richiamando la nostra attenzione a non perdere nulla di ogni nostra esperienza. I suoi pensieri s’imprimono nella nostra anima e suscitano emozioni e riflessioni profonde sull’autentica accezione del nostro essere e la rilevante efficacia dell’amore che rimane sempre “l’unica arma contro il dolore”  (N. 8). La breve ed illuminata opera di Marcuccio si mostra incisiva ed efficace, evidente ricerca di evasione da una realtà insoddisfacente verso il sogno, quale superamento figurativo dei limiti della realtà e delle sue contraddizioni. L’ascolto interiore con la complicità della fantasia esorta ad elevarsi.


(Scrittrice, critico-recensionista)


Cupra Marittima (AP), 1 settembre 2013

sabato 14 dicembre 2013

Il video della presentazione di «Dipthycha. Anche questo foglio di vetro impazzito, c'ispira...»: Firenze, 15 novembre 2013









Venerdì 15 novembre 2013 alla

CABINA TEATRALE DI SAVERIO TOMMASI

VIA ROMAGNOSI 14/A

FIRENZE - ZONA RIFREDI
si è tenuta la presentazione di «Dipthycha. Anche questo foglio di vetro impazzito, c'ispira...», non solita Antologia poetica su progetto e cura editoriale di Emanuele Marcuccio.

Relatori:
Lorenzo Spurio (Scrittore, critico letterario)
Iuri Lombardi (Scrittore, poeta)
Sono Intervenuti:
Massimo Acciai (Scrittore, poeta)
Sandra Carresi (Scrittrice, poetessa)
Era presente l'autore principale e curatore del Volume antologico, Emanuele Marcuccio.

L’Antologia è stata pubblicata il 10 settembre 2013 con Photocity Edizioni.
Marcuccio, Emanuele; AA.VV., Dipthycha. Anche questo foglio di vetro impazzito, c’ispira…, Photocity Edizioni, Pozzuoli (NA), 2013, pp. 90.
ISBN: 978-88-6682-474-9

D'accordo con tutti gli autori, l'intero ricavato delle vendite del volume sarà devoluto a AISM - Associazione Italiana Sclerosi Multipla.
Si procederà però per via privata alla devoluzione dell’intero ricavato delle vendite, non essendo stato possibile inserire la notizia della devoluzione all'interno del libro. AISM riceve tantissime richieste simili, ringraziando hanno quindi risposto che non hanno il tempo materiale per esaminarle tutte.
Questi i link attraverso i quali potrete effettuare l'acquisto.


ww4.photocity.it/Vetrina/DettaglioOpera.aspx?versione=20706
www.tracceperlameta.org/tplm_edizioni/negozio/dipthycha-anche-questo-foglio-di-vetro-impazzito-cispira-antologia-poetica/
www.libreriauniversitaria.it/dipthycha-anche-questo-foglio-vetro/libro/9788866824749
www.unilibro.it/libro/dipthycha-anche-questo-foglio-di-vetro-impazzito-c-ispira-/9788866824749
www.ibs.it/code/9788866824749/dipthycha-anche-questo.html
www.amazon.it/Dipthycha-questo-foglio-impazzito-cispira/dp/8866824747/


Scrive Marcuccio nell'introduzione, in riferimento al titolo scelto e all'ideazione del Volume antologico: «Si è scelto un titolo rapido (Dipthycha), di derivazione latina e che dia subito l’idea del contenuto dell’opera: dittici poetici. Ogni autore ha scritto la propria poesia, anche in tempi diversi, non c’è stata alcuna collaborazione, c’è solo ogni volta il tema comune, ecco perché dittici e non duetti o poesie a quattro mani.

Come sottotitolo «Anche questo foglio di vetro impazzito, c’ispira…», parafrasando i versi finali della mia poesia “Telepresenza”, ispiratrice del primo dittico poetico intercorso con l’amica poetessa, Silvia Calzolari, nel maggio 2010.

L’idea di questi dittici è nata su internet e davanti a un PC.

[...] Dipthycha poteva essere la solita antologia poetica di un singolo autore, sono infatti presente con ventuno poesie, ho voluto invece coinvolgere altri amici poeti conosciuti in rete, di cui ho piena stima ospitandoli pagina dopo pagina in dittico con una mia poesia di uguale tema.»

Cinzia Tianetti nella prefazione scrive: «Il realizzato progetto antologico si compone di ventuno dittici, quadri in cui si profilano sullo scenario di un tema comune due poesie che si riscontrano in uno sposalizio che, nella loro pur sempre autonoma originalità, li rende rispondenti. È un’intuizione quella dell’ideatore fortemente moderna ma alla luce di un percorso formativo che da sempre partorisce l’artista nella storia, che non può allontanarlo da quel che è un processo che ha il senso radicato della filiazione.»
Alessio Patti nella postfazione scrive: «Dipthycha, debbo ammettere, ha prodotto un risultato pregevole: una poesia che, come scrive il poeta Emanuele Marcuccio, non si arrende. A capitolare sono invece i detrattori della poesia, ovvero quelli che credono lesivo usare una pagina di “vetro” (il computer) per scrivere versi, per divulgare sentimenti caldi, vivi, in ambiente virtuale, rigido e freddo.»

Nell’antologia figurano le poesie dei seguenti autori: Emanuele Marcuccio, Silvia Calzolari, Donatella Calzari, Giorgia Catalano, Maria Rita Massetti, Raffaella Amoruso, Monica Fantaci, Rosa Cassese, Rosalba Di Vona, Lorenzo Spurio, Giovanna Nives Sinigaglia, Michela Tarquini e Francesco Arena.

Progetto a cura di Emanuele Marcuccio
Introduzione: Emanuele Marcuccio
Prefazione: Cinzia Tianetti
Postfazione: Alessio Patti
Co-curatori: Gioia Lomasti e Francesco Arena
Original Cover Book: Emanuele Marcuccio
Editing Cover Images: Francesco Arena



venerdì 8 novembre 2013

«Dipthycha», l'Antologia poetica su mio progetto e cura editoriale, sarà presentata a Firenze, venerdì 15 novembre 2013



Venerdì 15 novembre 2013 alla 

CABINA TEATRALE DI SAVERIO TOMMASI

VIA ROMAGNOSI 14/A

FIRENZE - ZONA RIFREDI 

si terrà la presentazione di «Dipthycha. Anche questo foglio di vetro impazzito, c'ispira...», non solita Antologia poetica su progetto e cura editoriale di Emanuele Marcuccio. 

Relatori: 
Lorenzo Spurio (Scrittore, critico letterario) 
Iuri Lombardi (Scrittore, poeta)
Interverrà: Massimo Acciai (Scrittore, poeta)
Sarà presente l'autore principale e curatore del Volume antologico, Emanuele Marcuccio. 
La S.V. è invitata a partecipare.
Info: marcuccioemanuele@gmail.com

L’Antologia è stata pubblicata il 10 settembre 2013 con Photocity Edizioni. 
Marcuccio, Emanuele; AA.VV., Dipthycha. Anche questo foglio di vetro impazzito, c’ispira…, Photocity Edizioni, Pozzuoli (NA), 2013, pp. 90.
ISBN: 978-88-6682-474-9 

D'accordo con tutti gli autori, l'intero ricavato delle vendite del volume sarà devoluto a AISM - Associazione Italiana Sclerosi Multipla.
Si procederà però per via privata alla devoluzione dell’intero ricavato delle vendite, non essendo stato possibile inserire la notizia della devoluzione all'interno del libro. AISM riceve tantissime richieste simili, ringraziando hanno quindi risposto che non hanno il tempo materiale per esaminarle tutte.

Questi i link attraverso i quali potrete effettuare l'acquisto.






Scrivo nell'introduzione, in riferimento al titolo scelto e all'ideazione del Volume antologico: «Si è scelto un titolo rapido (Dipthycha), di derivazione latina e che dia subito l’idea del contenuto dell’opera: dittici poetici. Ogni autore ha scritto la propria poesia, anche in tempi diversi, non c’è stata alcuna collaborazione, c’è solo ogni volta il tema comune, ecco perché dittici e non duetti o poesie a quattro mani.
Come sottotitolo Anche questo foglio di vetro impazzito, c’ispira…, parafrasando i versi finali della mia poesia “Telepresenza”, ispiratrice del primo dittico poetico intercorso con l’amica poetessa, Silvia Calzolari, nel maggio 2010. 
L’idea di questi dittici è nata su internet e davanti a un PC. [...] Dipthycha poteva essere la solita antologia poetica di un singolo autore, sono infatti presente con ventuno poesie, ho voluto invece coinvolgere altri amici poeti conosciuti in rete, di cui ho piena stima ospitandoli pagina dopo pagina in dittico con una mia poesia di uguale tema.»

Cinzia Tianetti nella prefazione scrive: «Il realizzato progetto antologico si compone di ventuno dittici, quadri in cui si profilano sullo scenario di un tema comune due poesie che si riscontrano in uno sposalizio che, nella loro pur sempre autonoma originalità, li rende rispondenti. È un’intuizione quella dell’ideatore fortemente moderna ma alla luce di un percorso formativo che da sempre partorisce l’artista nella storia, che non può allontanarlo da quel che è un processo che ha il senso radicato della filiazione.»

Alessio Patti nella postfazione scrive: «Dipthycha, debbo ammettere, ha prodotto un risultato pregevole: una poesia che, come scrive il poeta Emanuele Marcuccio, non si arrende. A capitolare sono invece i detrattori della poesia, ovvero quelli che credono lesivo usare una pagina di “vetro” (il computer) per scrivere versi, per divulgare sentimenti caldi, vivi, in ambiente virtuale, rigido e freddo.»

Nell’antologia figurano le poesie dei seguenti autori: Emanuele Marcuccio, Silvia Calzolari, Donatella Calzari, Giorgia Catalano, Maria Rita Massetti, Raffaella Amoruso, Monica Fantaci, Rosa Cassese, Rosalba Di Vona, Lorenzo Spurio, Giovanna Nives Sinigaglia, Michela Tarquini e Francesco Arena.

Progetto a cura di Emanuele Marcuccio
Introduzione: Emanuele Marcuccio
Prefazione: Cinzia Tianetti
Postfazione: Alessio Patti
Co-curatori: Gioia Lomasti e Francesco Arena
Original Cover Book: Emanuele Marcuccio
Editing Cover Images: Francesco Arena
Locandina della Presentazione: Lorenzo Spurio

domenica 13 ottobre 2013

Lo scrittore e critico letterario, Lorenzo Spurio, ritorna con un saggio monografico: “Un infaticabile poeta palermitano d’oggi: Emanuele Marcuccio”


COMUNICATO STAMPA



Photocity Edizioni ha recentemente pubblicato Un infaticabile poeta palermitano d’oggi: Emanuele Marcuccio, saggio monografico dello jesino Lorenzo Spurio.
Il saggio di settantasei pagine è stato portato a termine il 2 luglio 2013 e verte sulla mia produzione poetica (anche inedita) e aforistica, che amplia e rivisita la relazione da Spurio preparata per la recente presentazione dei miei libri, tenutasi a Palermo lo scorso 16 giugno, presso la sede unica dell’Associazione Artistica e Culturale “Centro Caterina Lipari” e “Romantic Museum”. 

Vi ricordo le mie opere: «Per una strada» (SBC Edizioni, 2009), poesia; «Pensieri minimi e massime» (Photocity Edizioni, 2012), saggistica/aforismi.







SCHEDA DEL LIBRO


TITOLO: Un infaticabile poeta palermitano d’oggi: Emanuele Marcuccio
AUTORE: Lorenzo Spurio
CURATORE: Lorenzo Spurio
Editing Cover Images: Lorenzo Spurio
EDITORE: Photocity Edizioni
GENERE: Saggi/Critica letteraria
PAGINE: 76
ISBN: 978-88-6682-478-7
COSTO: 8,50 €

Info:




Lorenzo Spurio (Jesi, 1985) ha conseguito nel 2011 la Laurea Magistrale in Lingue e Letterature Moderne all’università di Perugia. Si occupa di narrativa (ha pubblicato le raccolte di racconti La cucina arancione, TraccePerLaMeta Ed., 2013; Ritorno ad Ancona e altre storie, Lettere Animate, 2012) e di saggistica. Di critica letteraria ha pubblicato Ian McEwan: sesso e perversione (Photocity, 2013), Flyte & Tallis (Photocity, 2012), La metafora del giardino in letteratura (Faligi, 2011) e Jane Eyre, una rilettura contemporanea (Lulu, 2011).

venerdì 13 settembre 2013

È uscita «Dipthycha. Anche questo foglio di vetro impazzito, c’ispira…», antologia poetica ideata e curata da Emanuele Marcuccio

Comunicato stampa





Photocity Edizioni ha appena pubblicato Dipthycha. Anche questo foglio di vetro impazzito, c’ispira…[1] opera antologica creata e curata dal poeta palermitano Emanuele Marcuccio, ivi presente con ventuno titoli.
Cinzia Tianetti nella prefazione scrive: «Il realizzato progetto antologico si compone di ventuno dittici, quadri in cui si profilano sullo scenario di un tema comune due poesie che si riscontrano in uno sposalizio che, nella loro pur sempre autonoma originalità, li rende rispondenti. È un’intuizione quella dell’ideatore fortemente moderna ma alla luce di un percorso formativo che da sempre partorisce l’artista nella storia, che non può allontanarlo da quel che è un processo che ha il senso radicato della filiazione».
Lo stesso curatore, Marcuccio, in riferimento al titolo scelto e all'ideazione del Volume antologico, ha osservato: «Si è scelto un titolo rapido (Dipthycha), di derivazione latina e che dia subito l’idea del contenuto dell’opera: dittici poetici. Ogni autore ha scritto la propria poesia, anche in tempi diversi, non c’è stata alcuna collaborazione, c’è solo ogni volta il tema comune, ecco perché dittici e non duetti o poesie a quattro mani. [...] Dipthycha poteva essere la solita antologia poetica di un singolo autore, sono infatti presente con ventuno poesie, ho voluto invece coinvolgere altri amici poeti conosciuti in rete, di cui ho piena stima ospitandoli pagina dopo pagina in dittico con una mia poesia di uguale tema».

Nell’antologia figurano le poesie dei seguenti autori: Emanuele Marcuccio, Silvia Calzolari, Donatella Calzari, Giorgia Catalano, Maria Rita Massetti, Raffaella Amoruso, Monica Fantaci, Rosa Cassese, Rosalba Di Vona, Lorenzo Spurio, Giovanna Nives Sinigaglia, Michela Tarquini e Francesco Arena.


Info:


SCHEDA DEL LIBRO



TITOLO: Dipthycha
SOTTOTITOLO: Anche questo foglio di vetro impazzito, c’ispira…
AUTORE: Emanuele Marcuccio e AA.VV.
CURATORE: Emanuele Marcuccio
INTRODUZIONE: Emanuele Marcuccio
PREFAZIONE: Cinzia Tianetti
POSTFAZIONE: Alessio Patti
EDITING COVER IMAGES: Francesco Arena
PROGETTO E ORIGINAL COVER BOOK: Emanuele Marcuccio
CO-CURATORI: Gioia Lomasti e Francesco Arena
EDITORE: Photocity Edizioni
GENERE: Poesia
PAGINE: 90
ISBN: 978-88-6682-474-9
COSTO: 10 €










Info:




[1] D'accordo con tutti gli autori presenti nell'antologia, si procederà per via privata alla devoluzione dell'intero ricavato delle vendite a AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), non essendo stato possibile inserire la notizia della devoluzione all'interno del libro. AISM riceve tantissime richieste simili, ringraziando hanno quindi risposto che non hanno il tempo materiale per esaminarle tutte.

giovedì 11 luglio 2013

Presentazione dei miei due libri e dell'Antologia Int. TPLM: Palermo, 16 giugno 2013





A Palermo, presso la sede unica dell'Associazione Artistica e Culturale "Centro Caterina Lipari" e "Romantic Museum", il 16 giugno 2013 si è tenuta la presentazione di «Per una strada» (SBC Edizioni, 2009) e «Pensieri minimi e massime» (Photocity Edizioni, 2012) di Emanuele Marcuccio. A seguire si è presentata l'Antologia del I Concorso Letterario Internazionale Bilingue "TraccePerLaMeta" (TraccePerLaMeta Edizioni, 2013).
Relatori: Lorenzo Spurio (scrittore, critico letterario); Monica Fantaci (poetessa, scrittrice, critico-recensionista).
Sono intervenuti: Gabriele Filippone (Vicepresidente dell'associazione); Luciano Domenighini (critico letterario, poeta), tramite messaggio letto da Lorenzo Spurio; Pierangela Castagnetta (poetessa), tramite messaggio letto da Monica Fantaci.
Per l'Antologia del I Concorso Letterario Internazionale Bilingue TraccePerLaMeta sono intervenuti: Emanuele Marcuccio (poeta, aforista, membro di giuria del I Concorso Letterario Internazionale TraccePerLaMeta); Monica Fantaci (poetessa, socia dell'Associazione TraccePerLaMeta).
L'evento è stato promosso da Euterpe Rivista Di Letteratura e dall'Associazione Culturale TraccePerLaMeta, con il patrocinio dell'Associazione Artistica e Culturale "Centro Caterina Lipari" e "Romantic Museum".




Da sinistra Lorenzo Spurio e Monica Fantaci

Da sinistra Gabriele Filippone, Emanuele Marcuccio e Lorenzo Spurio

Da sinistra Emanuele Marcuccio, Lorenzo Spurio e Monica Fantaci

Presentazione di «Per una strada»
(SBC Edizioni, 2009), di Emanuele Marcuccio
Presentazione di «Per una strada»
(SBC Edizioni, 2009), di Emanuele Marcuccio




Lorenzo Spurio legge l'intervento di Luciano Domenighini
Monica Fantaci legge l'intervento di Pierangela Castagnetta
Presentazione di «Pensieri minimi e massime»
(Photocity Edizioni, 2012), di Emanuele Marcuccio



Presentazione dell'Antologia del I Concorso Letterario
Internazionale Bilingue "TraccePerLaMeta
(TraccePerLaMeta Edizioni, 2013)




lunedì 31 dicembre 2012

Felice e splendente 2013!


A tutti il mio augurio di un Felice Anno Nuovo e che possano avverarsi tutti i vostri sogni. Che ne possiate avere sempre tanti, perché senza sogni non si vive.
Alla vostra lettura uno stralcio dal mio secondo libro, il n. 69 degli 88 miei aforismi (pensieri, massime), pubblicati in Pensieri minimi e massime


«Parafrasando Shakespeare (cfr. La Tempesta, atto IV, scena I), siamo fatti della materia di cui sono fatte le stelle: principalmente di atomi di carbonio e di carbonio sono fatti i diamanti. Immensa come le stelle è la vita, preziosa più dei diamanti.»

© Emanuele Marcuccio
(da Pensieri minimi e massime, Photocity Edizioni, Pozzuoli – Na, 2012, N. 69, p. 20)
ISBN: 978-88-6682-240-0.


L’immagine riproduce la nebulosa planetaria NGC 5189 avvistata dal telescopio spaziale Hubble proprio in occasione di queste feste.



Pubblicata a fini esclusivamente culturali e non commerciali. I diritti (Copyright ®) sono riservati ai legittimi proprietari.

martedì 25 dicembre 2012

Buon Natale, buone feste


A tutti il mio augurio di un sereno Natale e buone feste con uno stralcio dal mio secondo libro, il n. 34 degli 88 miei aforismi (pensieri, massime), pubblicati in Pensieri minimi e massime

«Ritroviamo e ricerchiamo sempre l’obliato proprio sé fanciullo, perché, solo con gli occhi dell’anima di un bambino si può davvero essere se stessi e volare alto, anche se camminiamo per una strada spesso irta di ostacoli, problemi e preoccupazioni.»

© Emanuele Marcuccio
(da Pensieri minimi e massime, Photocity Edizioni, Pozzuoli (Na), 2012, N. 34, p. 13)
ISBN: 978-88-6682-240-0.

Pubblicata a fini esclusivamente culturali e non commerciali. I diritti (Copyright ®) sono riservati ai legittimi proprietari.

martedì 27 novembre 2012

“Pensieri minimi e massime”, recensione critica a cura di Natalia Di Bartolo


di Emanuele Marcuccio
Photocity Edizioni, Pozzuoli (Na), 2012, pp. 47
ISBN: 978-88-6682-240-0
Genere: Saggistica/Aforismi
Prefazione, a cura di Luciano Domenighini
Postfazione, a cura di Lorenzo Spurio
Curatrice d’opera: Gioia Lomasti
Cover: Francesco Arena
Prezzo: 7,60 €

Recensione a cura di Natalia Di Bartolo



Leggere un libro è sempre opera di scoperta e d’indagine, non solo nei confronti dei contenuti espressi dall’autore, ma anche nei confronti di se stessi.
Di fronte alla raccolta Pensieri minimi e massime (Photocity Edizioni, 2012), di Emanuele Marcuccio, poeta palermitano, classe 1974, è consigliabile avere avuto un approccio non solo con la sua prima silloge poetica Per una strada (SBC Edizioni, 2009), che cronologicamente la precede, ma possibilmente anche con i suoi “documenti biografici” personali, quelli che l’autore denomina “cronologia bio-bibliografica”.
Tale denominazione dimostra a chi si accosti successivamente alla lettura del suo secondo libro, come nell’opera letteraria in questione ci si trovi davanti comunque ad una sorta di agenda-diario, in cui la vita e lo scrivere si fondono e si integrano inscindibilmente ed il cui archetipo è plausibile che sia stato generato (piace immaginarne il seguito scritto a mano ancora oggi), nei tempi della prima adolescenza, giorno per giorno, avvenimento per avvenimento. Ogni più piccolo dato “cronologico bio-bibliografico”, infatti, è stato ed è ancora oggi curato e “repertato” privatamente dall’autore con la certosina pazienza dettata dalla costanza e dal perseguire coscienziosamente lo scrivere, che egli ha ritenuto essere la propria strada e che adesso si è concretizzato anche in questa seconda pubblicazione, corredata da una personale “Introduzione alla Poesia” a cura dell’autore stesso.
Tale costanza, alimentata dalla passione per la propria attività, ha contribuito a rendere la strada suddetta decisamente valida da percorrere e questa, sia pure “sentiero scosceso” (22), in salita come tutte le “strade artistiche”, è stata ed è supportata da documenti vergati con tale determinazione e puntiglio da far pensare che quello dell’autore sia un metodo ammirevole e potenzialmente vincente.
Ma, tornando all’opera letteraria di cui trattasi, occorre leggere i pensieri e le massime di Emanuele Marcuccio soprattutto tenendo conto della sua indole di Poeta. È un’indole innata, che si manifesta fin dal 1990, in giovanissima età, sui banchi di scuola, che si pone come impellente ed imprescindibile, facendo sì addirittura che il poeta scriva per la strada, per esempio, dove, non avendo altro supporto cartaceo, appunta i versi su uno scontrino, o si destreggi in piedi con carta e penna su un autobus affollato: la forza incontenibile dell’ispirazione.
Ci si può chiedere, allora, come mai, quale seconda opera letteraria, il Marcuccio pubblichi un libro di pensieri e massime e non di altre poesie. Ad avviso di chi scrive, alla luce di quanto sopra rilevato a proposito del suo tenere in archivio ogni particolare della propria vita letteraria, il suo carattere è permeato anche da una positivamente pervicace volontà di “memoria esplicativa”, che serva a rendere pure più agevole il percorso della sua poetica, per il lettore e per se stesso. Il Poeta fa chiarezza, nei pensieri e nelle massime, perché ne sente la necessità, ma anche perché farlo è utile a chi legga ciò che ha già scritto in poesia e ciò che scriverà in futuro. Nulla è lasciato al caso, anche se aforismi e massime si rincorrono apparentemente senza ordine d’argomento.
S’inizia a trattare di Dolore: l’autore lo mette in prima linea, lo paragona al mare, con il fluire incessante dell’acqua, memore del bagaglio poetico degli studi umanistici, ma Uomo già abbastanza addentro alla vita per poter aver provato, come tutti, l’umanissimo, cocente sentore di sofferenza a cui si attribuisce l’ampia accezione di “dolore”, contro il quale, a suo dire, può solo l’Amore (8). E di nuovo campeggia tale Dolore, illuminato da un lampo di speranza (2). E dal dolore alla Musica (3), felice cambio di registro.
Poi, transitando per la Felicità (5), passa al Tempo (6); e dal Tempo, finalmente, alla Poesia, tema fondante dell’intera opera. Poesia che nasce dall’Ispirazione (10), punto nodale della poetica del Marcuccio.
Nell’Ispirazione egli ritiene che l’inconscio si possa addirittura perdere, come in una strada spoglia, senza fronde, senza appigli. Tenendo sempre quale fulcro la Poesia, scrive dell’Ispirazione in diversi aforismi, incrociandola con la Cultura, ritenendola madre della riflessione e della scrittura (22), entità breve, fuggitiva e svelta: ai poeti saperla afferrare e trattenere stretta al cuore (27), ma capricciosa padrona che spesso tarda a far loro visita (28); caos nel quale solo i poeti riescono a mettere ordine (53). E da qui si dipartono ancora riflessioni calzanti sulla Cultura, si ritorna alla Musica, ritenuta espressione superiore anche alla Poesia nell’essere capace di far intuire l’Universo (36) e si aprono ulteriori ma non secondarie digressioni sulla Lingua, sulla traduzione in lingua straniera dei testi poetici da effettuarsi senza esitazione possibilmente da parte dell’autore stesso (il Marcuccio è pure un ottimo traduttore in Inglese), perché, anche se “l’abito è cambiato”, permanga ugualmente il suo spirito (38); così come prima egli aveva posto l’accento sull’importanza del non rinnegare mai il proprio dialetto (20).
E ancora riflessioni sull’essere umano, sulla sua ipocrisia nella falsa amicizia (16), ma anche e soprattutto sul suo ruolo fondamentale di fruitore della Poesia, motivo per cui costui compare, a questo punto, tra gli aforismi e le massime. L’autore lo ritiene addirittura “creatore” del Poeta, che senza di lui e la sua trasmissibile emozione non esisterebbe (49) e si inoltra poi nell’ambito puramente tecnico-filologico di quella Lingua che egli ritiene adatta alla Poesia, dall’incipit all’explicit (55).
Musicalità, fluidità e spontaneità, sintesi folgorante, ispirazione, senza mediazioni né di metrica, né di rima: tutto questo è vera Poesia” secondo il Marcuccio (58), poeta “ribelle come il fuoco” (torna in mente Cecco Angiolieri) anche ai canoni della Prosa, così come un autentico poeta, a suo dire, deve essere (59).
Le pause in poesia ed in prosa (59 e 60), la punteggiatura, il bagaglio letterario in generale vengono presi in considerazione, così come si accennava precedentemente, in una volontà finalizzata anche all’esplicazione della tecnica poetica dell’Autore.
E dagli argomenti più specifici, ecco di nuovo dispiegarsi la concezione di Poesia del Marcuccio nel senso più ampio del termine. Egli, dopo gli aforismi riguardanti il proprio giudizio sui fruitori della Poesia , il “mercato”, i gusti dell’ “illetteratura” che imperano nel nostro mondo (70), si apre nuovamente alla ricerca di quella “definizione” di Poesia” che egli stesso sa introvabile, perché la Poesia non ha confini e quindi non può essere definita (73), “rende l’ordinario straordinario” (74), non è al sevizio di nessuno e “quando vuole ci visita, basta rimanere in ascolto attento e attentamente osservare” (76).
Ma il Marcuccio non si definisce “Poeta”: la ritiene una parola troppo importante per attribuirsela da sé: “è sempre meglio essere chiamato poeta dai propri lettori” (78). E’ dal cuore che i poeti traggono tesori (83), ma cosa c’è fuori dal proprio cuore? “Che cos’è la folla se non apparenza?” (86) e gli uomini hanno “gli occhi foderati dalle nebbie del pregiudizio” perché si fermano alle apparenze (87). Allora forse è meglio stare lontani dal mondo, quando si può, e leggere, perché leggendo si riesce a frenare il tempo (12) e “si vivono innumerevoli vite sognando” (84). E, come si era constatato nell’aforisma quaranta, è proprio perdendosi nei sogni che, secondo il Marcuccio, si riesce ad ignorare la realtà, ovvero il crudo dolore di vivere, che pure serve per non annegare: ecco il ritorno all’inizio, all’acqua, al mare, “nel suo indistinto ondeggiare e rifluire incessante” (1); aggancio assolutamente velato, all’apparenza, ma che contribuisce a donare coerenza all’intera raccolta.
In essa il Marcuccio, intendendo mettere nero su bianco i suoi pensieri più pregnanti, invece di farlo in quella prosa ampia e stilisticamente coercitiva che non sente propria, lo fa in “pensieri minimi e massime”, come schivando la sua avversione verso la letteratura in prosa, ma servendosene ugualmente, con assunti sintatticamente spesso semplici, ma mai banali nei contenuti.
È riuscire a leggere il libro con la massima attenzione fin dall’inizio che ne dà il vero senso: al primo impatto, se quest’ultimo è superficiale, risulta possibile che l’opera non venga colta nella interezza della propria profondità e della propria utilità, perché potrebbe risultare un insieme apparentemente indistinto di riflessioni su argomenti svariati in ordine sparso. Se sviscerata con l’intento di penetrarne il significato fin dal primo pensiero, viene fuori, invece, il suddetto filo conduttore, tutto ciò che veramente l’autore ha sentito di esprimere, mediando pure tra Fede Cristiana ed amore per la Poesia Classica, in particolare per quella Tragica Greca (39) e per quella di Shakespeare, che traspare lampante da alcuni aforismi (non solo nel sessantanove, dove si opera palesemente una parafrasi della celebre frase de La Tempesta: “Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni”, che qui diventano “le stelle”, ma anche nel ventotto e poi nel settantasei, dove aleggia lieve la Queen Mab di Romeo and Juliet).
Quasi liberatorio, poi, appare l’aderire dell’autore alla celebre poetica del Pascoli, in quell’“obliato proprio sé fanciullo” (da un verso della sua poesia “Sé e gli altri”, tratto dal volume Per una strada), condividendola ed esprimendone la condivisione senza alcuna remora né riserbo, senza alcun timore di ripetersi né di ripetere.
Il Marcuccio conduce il lettore tra le pagine di questa breve raccolta proprio con i pensieri che più lo rappresentano, che maggiormente danno l’idea della sua condizione di poeta che, pur nella sede specifica non poetando, sa trasmettere anche in tale contesto la profondità del proprio sentire, per se stesso e per chi legga. Quindi, ritornando all’inizio del presente commento, chi scrive, dopo aver condiviso tanti pensieri, dopo aver letto tante massime che a volte, proprio nella loro costruzione, esse stesse appaiono illuminate da un bagliore poetico, torna, chiudendo il personalissimo circuito del proprio sentire, a riflettere come sia vero che “leggere un libro è sempre opera di scoperta e d’indagine, non solo nei confronti dell’autore, ma anche nei confronti di se stessi”.

Natalia Di Bartolo
(Scrittrice, Poetessa, Critico Letterario-recensionista)

Catania, 19 novembre 2012




È SEVERAMENTE VIETATO DIFFONDERE E/O RIPRODURRE QUESTA RECENSIONE INTEGRALMENTE O IN FORMATO DI STRALCI SENZA IL PERMESSO DA PARTE DELL’AUTRICE.
Live Support